Ho sempre pensato a come dare preciso carattere stilistico alle mie fotografie. Un linguaggio riconoscibile
e una poetica strutturata e che nello stesso tempo fosse in evoluzione; una fotografia a cui affidare anche
il mio personale divenire.
Ho sperimentato diversi modi e tecniche. Le fotografie di Milano caratterizzate dalla dinamicità della città.
La città vista come luogo dove domina il consumismo ed ancora l’oggetto quale luogo della
ricerca artistica intorno all’uomo, la società e l’ambiente (Light and Night) .
Sentivo che dovevo allontanarmi dalla fotografia per poi ritornarvi. Ma in che modo? Ed ecco i primi
esperimenti intorno all’idea di fondere la fotografia con la pittura: il colore pittorico avrebbe potuto
definire il mio stato d’animo e avrebbe potuto dare alla foto l’originalità che cercavo. Nascono così le
prime stampe con gocce di tempera tese a simulare una fecondazione tra le due tecniche artistiche. Ma non
bastava: volevo che il risultato finale fosse una fotografia. Con gli accorgimenti tecnici che mi sono
sembrati più idonei ho fotografato la stampa dipinta e sono arrivato ad un risultato finale di fotografia
che si fonde con la pittura. Un linguaggio nuovo definito “Pattern Of Media” .
Nessuna tecnica predomina. Se la foto definisce un frammento di realtà, la pittura esalta e definisce il significato.
Ho insistito per parecchi anni su questa strada e solo recentemente ho avvertito la necessità di un
cambiamento. Con le “Trasfigurazioni” di oggi la fusione tra fotografia e pittura, che rimarrà presente nel
mio divenire artistico, si accompagna ad una fotografia pura senza aggiunte materiche o software votati a
produrre elaborazioni, tuttavia si nota che la macchina fotografica è stata utilizzata come un pennello.